IL PROGETTO GRUGLIASCO GIOVANI


Il Progetto Giovani della Città di Grugliasco nasce da una pluralità di interventi che l’amministrazione sostiene da più di 15 anni e da un percorso di ri-progettazione partecipata che ha coinvolto più di 70 persone e 40 realtà educative, associative, della cooperazione, gruppi informali di giovani, parrocchie, enti pubblici, etc. Il processo, iniziato nel settembre 2007, si è svolto lungo più binari e percorsi, fra questi:

  • il percorso di verifica del progetto Rela.X;
  • il percorso di progettazione del futuro Progetto Giovani, di analisi della condizione giovanile, dei bisogni e delle priorità nel lavoro con i giovani;
  • il processo di inclusione di nuovi soggetti all’interno della rete di realtà territoriali che operano con i giovani;
  • il progetto di valutazione e progettazione coordinata, svolto all’interno del Piano di Zona Giovani di Collegno e Grugliasco sotto il titolo di “Ci Sei Ci Fai”.

In ciascuno di questi percorsi si sono prodotte riflessioni, documenti, analisi ed ipotesi, sulla realtà giovanile, in uno sforzo di valutazione e progettazione che prevedesse non solo la presenza dei tecnici dell’amministrazione ma il confronto con la ricchezza di esperienze e organizzazioni presenti sul territorio, per sostenere l’ennesima evoluzione di quel progetto che, sotto il nome di Grunt prima e Rela.X poi, ha accompagnato le politiche giovanili della città.

Il passaggio da progetto Rela.X a PG, tuttavia, non si pone come questione meramente nominativa, ma prevede, nella logica dello sviluppo di comunità, un allargamento degli orizzonti e dei confini degli interventi dell’amministrazione, che ha riguardato:

  • le fasce d’età, con il superamento dei confini dei progetti adolescenti e giovani per giungere sino al confine dei giovani-adulti;
  • il target, sottolineando la necessità di operare sulla genitorialità, sulla gestione dei ruoli adulti, sul coinvolgimento degli adulti come risorsa nella società;
  • i confini organizzativi; coinvolgendo soggetti terzi rispetto l’Amministrazione, aprendo spazi di discussione, dialogo, anche conflittuale e chiedendo loro di influenzarne decisioni e scelte;
  • gli oggetti di lavoro, con uno spostamento dalle politiche del tempo libero a politiche che tentano di guardare alla globalità dei soggetti incontrati, e che riguardano temi quali casa, lavoro, partecipazione alla comunità, costruzione di nuclei famigliari, genitorialità...

Il primo frutto di questo lavoro di ri-progettazione è stata la firma di un protocollo di intesa sulle politiche giovanili, firmato da 26 fra Istituzioni, Enti, Associazioni ed Agenzie che, pur avendo missioni e funzioni diverse, riconoscono:

  • l’Amministrazione Comunale come l’Ente pubblico più vicino al cittadino deputato a svolgere le funzioni sociali in particolare per gli interventi verso le giovani generazioni;
  • la rete dei soggetti che sul territorio si occupano di giovani come naturale interlocutrice delle iniziative pubbliche non in casi eccezionali ma nella quotidianità della vita della Città e nella normalità di quella delle agenzie.

Il protocollo, infine, al di la delle affermazioni di principio, impegna i firmatari in un percorso che prevede la definizione di una Cabina di Regia, composta da un referente per ciascun soggetto firmatario del Protocollo che, riunendosi almeno tre volte all’anno, ha il compito di:

  • avviare e monitorare la collaborazione tra Uffici Comunali e soggetti esterni;
  • facilitare l’utilizzo integrato delle strutture e delle risorse per progetti comuni;
  • attivare modalità di confronto e verifica sia a livello di progetti specifici che di collaborazione più generale, con particolare attenzione agli ambiti della comunicazione; della scuola; del protagonismo giovanile; della prevenzione del disagio; della genitorialità; dei giovani adulti e degli spazi aggregativi